12/03/2007
CHIUSURA DISTRETTO SANITARIO NELLA MONTAGNA DEL PIACENTINO

Alla Presidente

dell'Assemblea Legislativa

della Regione Emilia-Romagna



Interrogazione a risposta scritta



Il sottoscritto Maurizio Parma,

Capogruppo Consiliare Lega Nord Padania

Emilia e Romagna



Premesso che:



· ad avviso dello scrivente esistono carenze sanitarie nelle zone di montagna non ultima l’intenzione di chiudere il “Distretto di montagna di Piacenza”;

· immediate reazioni negative, sono giunte dalla cittadinanza (in particolare dagli anziani che rappresentano la percentuale più alta della popolazione residente nelle zone montane della nostra Regione e in particolare della Provincia di Piacenza), nonché dai rappresentanti degli Enti Locali coinvolti direttamente (come ad esempio da parte del Sindaco di Bobbio);

· la decisione di rivedere la sanità piacentina, riducendo i punti “di Governo della Sanità” sembrerebbe essere dettata solo da ragioni economiche, dimenticando i bisogni della cittadinanza, almeno così sembra emergere dalle parole del Presidente della Provincia di Piacenza (Boiardi): “il distretto della montagna … non esprimerebbe le performance ottimali”;

· l’orientamento emerso, anche da parte del Comune di Piacenza, è quello di realizzare nella Provincia di Piacenza un unico distretto socio sanitario, il riferimento sarebbe il capoluogo, abbandonando i cittadini più deboli (gli anziani) e le zone del nostro territorio che non “rendono” quanto voluto (la montagna);



Considerato che:



· la politica sanitaria deve tutelare la cittadinanza e rispondere ai bisogni soprattutto in materia sanitaria e non può, e non deve, seguire regole di mercato (cosa che il Comune e la Provincia di Piacenza, con i loro amministratori, seguono pedissequamente);

· l'ipotesi di ridurre il numero dei distretti eliminando quello della montagna, è l'anticamera –come è stato correttamente sottolineato- per un allentamento dei servizi sul territorio montano;

· la Regione, la Provincia e il Comune hanno affermato che bisogna sostenere i territori deboli, come la montagna e i cittadini ivi residenti, ma poi, come nel caso sopra descritto, sono pronti a tagliare i servizi;

· il Piano Sanitario Nazionale prevede che occorre sviluppare la ospedalizzazione a domicilio, ossia, portare i servizi a casa delle persone;



Interroga la Giunta Regionale

per sapere:



· se, ove quanto sopra scritto corrisponde al vero;

· come la Regione Emilia-Romagna intenda intervenire per evitare che il progetto sopra illustrato, portato avanti dalle Amministrazioni locali, non si realizzi;

· quale risposte si intendono dare alla cittadinanza ed agli Amministratori degli Enti locali che vedranno, nel caso in cui il progetto non venga fermato, la “chiusura” del Distretto di Montagna;

· se non ritiene che la scelta di Boiardi, di Reggi e dell’AUSL di Piacenza, produca un danno ai cittadini in quanto questa decisione toglierà diversi servizi ai residenti della montagna piacentina.





Bologna, 12 marzo 2007.





Maurizio Parma

Capogruppo Lega Nord Padania

Emilia e Romagna







autori:
Maurizio Parma